“Se il chicco di grano caduto nella terra non muore rimarrà solo,

ma se muore ci sarà il raccolto."

                                                                                                                                                                            Giovanni 12:24

 

Da questa frase, tratta dalla prefazione de “I fratelli Karamazov” di Fëdor Dostoevskij, tutto è nato.

 

Ci siamo incontrati nel 2011 grazie al Cantiere delle Arti promosso da ERT-Emilia Romagna Teatro Fondazione.

César Brie, dopo vent’anni di lavoro in Bolivia, sceglie di tornare di nuovo in Italia e per la prima volta dopo tanti anni di teatro è costretto a fare provini per comporre il cast di una nuova produzione: KARAMAZOV, appunto.

 

Noi, sette giovani attori italiani, stavamo tastando, in quegli anni, la durezza del terreno culturale del nostro paese, ciascuno di noi interrogandosi sulle possibili soluzioni.

César ci ha fatti incontrare e ci ha naturalmente guidati all’espressione di noi stessi come artisti desiderosi di portare verità e poesia negli spettacoli che avremmo realizzato.

In un momento storico così privo di punti di riferimento e di continuità lavorativa ci siamo ritrovati a condividere, finalmente, il tempo della nostra giovane vita per creare un lavoro teatrale nuovo, che venisse alla luce grazie al metodo che stavamo acquisendo da quello che, di fatto, era diventato il nostro punto di riferimento comune: César Brie.

Quando abbiamo iniziato a lavorare insieme lo abbiamo fatto pensando di realizzare un solo spettacolo.

La decisione di fondare una Compagnia è nata quando, di fatto, la Compagnia era già nata.

Da allora il lavoro è stato incessante.

Dal 2011 ad oggi abbiamo realizzato cinque spettacoli: KARAMAZOV, da cui tutto è iniziato e col quale abbiamo girato con più di 100 repliche l'Italia e parte del Sudamerica, IL VECCHIO PRINCIPE, InDOLORE

LA MITE ed ORFEO ED EURIDICE.

 

Tutti scritti e diretti da César Brie.

E, sempre, ci siamo ritrovati insieme nel momento della loro creazione, prescindendo da chi sarebbe stato protagonista effettivo sulla scena e chi solo occhio esterno, fondamentale seppur più nell'ombra.

Un valore di uguaglianza e un desiderio di partecipazione che ci hanno resi uniti e che hanno consolidato il gruppo che oggi è Teatro Presente.

Pensandoci bene esistono due generazioni a confronto nel nostro gruppo.

Quella di César, maestro carico di esperienza e consapevole di un linguaggio creativo esplorato in 40 anni di teatro, di compagnie e di mondo rappresenta la generazione dei padri.

L’altra è la nostra.

Noi, per lo più trentenni, rappresentiamo inevitabilmente quella dei figli, di figli però che hanno deciso di agire in questo tempo pensando ad una Compagnia che possa permettere a ciascuno di maturare affinché il proprio talento, fondendosi con quello degli altri, si trasformi in parte integrante di una creazione comune, necessaria.

 

 

“Se il chicco di grano caduto nella terra non muore rimarrà solo, ma se muore ci sarà il raccolto."

 

                                                                                                                                  Giovanni 12:24

 

 

Dove sta, allora, la morte di cui si parla se non nel pensiero che ogni morte porta con sé una precisa rinascita?

Se non nella consapevolezza che ogni sentito cambiamento rappresenta il risultato di un’indispensabile trasformazione?

Il nostro tempo è il tempo presente, il tempo della trasformazione all’interno del quale noi siamo attivi e desideriamo creare.

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2014/2018 by Gabriele Ciavarra

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